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Catasto e Fabbricati Rurali – regolarizzare per evitare sanzioni, esenzioni, modalità e costi

La collaborazione tra le diverse associazioni di categoria e l’Agenzia delle Entrate  è un passaggio fondamentale e di utilità socialmente rilevabile  sopratutto per  i chi deve  adempiere alla  regolarizzazione  dei fabbricati rurali presenti sul Territorio – è quanto afferma la Bortolotti & Partners associazione specializzata in contenzioso tributario catastale e di procedure amministrative finalizzate agli accatastamenti dei fabbricati rurali e aggiornamenti correlati agli stessi.

I proprietari possono sanare la posizione catastale dell’immobile limitando le sanzioni amministrative che in caso di  proprietari di fabbricati rurali ancora censiti nel Catasto terreni devono affrettarsi a inserire questi nel Catasto fabbricati così come previsto dalla legge ‘Salva Italia’ del 2011.

Il termine per la regolarizzazione è  scaduto il 30 novembre 2012 ma è ancora possibile, presentare la dichiarazione di aggiornamento,   attraverso il versamento del ravvedimento operoso, una modesta sanzione propedeutica all’efficacia della regolarizzazione.

Migliaia di immobili sono tutt’ora non in regola,  per questo,  la Bortolotti & Partners a messo  a disposizione uno sportello on-line attraverso  il quale le associazioni degli agricoltori e dei proprietari di casa, possono prendere contatti e procedere alla regolarizzazione evitando che le sanzioni possano raggiungere soglie rilevanti fino alla concorrenza di  8.264 euro.

Certamente il danno erariale, del mancato accatastamento, è stato causa di mancate risorse  da parte dell’Agenzia delle Entrate che da anni informa gli utenti interessati, anche in previsione della imminente scadenza degli obblighi di legge.

La regolarizzazione è da anni un dovere del titolale di un bene immobile, indipendentemente dalla categoria catastale e dalla tipologia del bene, tant’è che l’Agenzia delle entrate sta, provvedendo a inviare comunicazioni di sollecito per una  regolarizzazione spontanea.

Qualora il contribuente non intendesse sanare il cespite di proprietà, l’ufficio adotterà procedure non contestabili nemmeno il ricorso presso la Commissione Tributaria Provinciale di competenza, notificando un accertamento con  sanzioni previste dalla legge che variano dai 1.032 euro ai 8.264 euro. Per scongiurare ciò e ridurre gli oneri relativi a 172 euro (un sesto della sanzione minima), i proprietari possono rivolgersi ad un professionista abilitato, a presentare attraverso la piattaforma digitale degli uffici dell’Agenzia delle entrate l’atto di aggiornamento cartografico (Pregeo) e la dichiarazione di aggiornamento del Catasto fabbricati (Docfa).

I costi meramente tecnici possono variare da euro 150,00 a euro 400,00 per una nuova procedura Docfa, e a partire  da euro 400,00 per un rilievo attraverso procedura Pregeo (fonte Bortolotti & Partners ).

La Bortolotti & Parteners,  in collaborazione con diverse associazioni di categoria sta  provvedendo all’allineamento catastale rurale/urbano, attraverso l’assistenza agricola,  mettendo a disposizione e informazioni di carattere tecnico e fiscale, incentivando i proprietari di immobili rurali inutilizzati a cedere questi in locazione a enti istituzionali o cooperative in grado di rimetterli a reddito.

Un iniziativa che unisce domanda e offerta mettendo e a disposizione un’offerta quasi a costo zero per totale inutilizzo, con la domanda di persone che abbiano spirito di iniziativa e che vogliano avvicinarsi al mondo agricolo, sul quale si aprono porte nuove e piani di sviluppo rurali a fondi perduti, o quasi, per giovani fino a 40 anni di età (fonte e approfondimenti Bortolotti & Partners).

Tuttavia, non tutti devono procedere all’accatastamento, infatti rimangono  esclusi dall’obbligo:

– i manufatti con superficie coper ta inferiore a 8 metri quadrati;

– le serre adibite alla coltivazione e alla protezione delle piante sul suolo naturale;

– le vasche per l’ acquacoltura o di accumulo per l’irrigazione dei terreni;

– i manufatti isolati privi di copertura;

– tettoie, porcili, pollai, casotti, concimaie, pozzi e simili, di altezza utile inferiore a 1,80 metri e di volume tria inferiore a 150 metri cubi;

– manufatti precari, privi di fondazione, non stabilmente infissi al suolo;

– fabbricati in corso di costruzione o di definizione;

– fabbricati che presentano un accentuato livello di degrado (collabenti).

L’elenco dei fabbricati rurali è disponibile sul sito www.agenziaentrate.gov.it o sul portale www.tribunaliitaliani.it.

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