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Carlo Pinto, cresce nelle strade di Ancona e ora Capo della Squadra Mobile

Carlo Pinto entra nella Polizia di Stato nel 1987 con la qualifica di agente ausiliario e viene assegnato a Senigallia, dopodichè all’Ufficio scorte della Questura di Bologna fino al 1990, anno in cui inizia a prestare servizio presso la Questura di Ancona,  nell’U.P.G.S.P.,  Sezione Volanti.

Così  ha fatto lui, che a 19 anni aveva già vestito la divisa della Polizia di Stato. Ha iniziato facendo il piantone in Questura mentre gli altri erano all’università o frequentavano qualche corso privato nell’ambito dell’investigazione. La laurea in giurisprudenza l’ha presa, certo, ma studiando di notte, quando di giorno era impegnato in appostamenti, e studiando di giorno, quando di notte inseguiva ladri e rapinatori a bordo di una volante, sulle note delle sirene e delle ruote fischianti. «Non ho mai ricoperto incarichi dietro ad una scrivania» ha detto. Ed è forse anche per questo che il Capo della Polizia ha nominato Carlo Pinto a capo della Squadra Mobile, un anconetano che viene dalla strada per la prima volta nella storia. «Carlo Pinto è l’uomo giusto per ricoprire questo ruolo per quello che ci ha fatto vedere in questi anni, per la serietà, la dedizione e la competenza» ha detto il Questore Oreste Capocasa, che ha presentato il cambio al vertice in conferenza stampa e ringraziato per il suo lavoro il predecessore Virgilio Russo, da oggi operativo alla Squadra Mobile di Perugia.

Durante la permanenza ad Ancona transita per concorso nei ruoli dei vice sovrintendenti e poi nel ruolo degli Ispettori con funzioni di Coordinatore della Squadra Volanti. Iscrittosi alla facoltà di Giurisprudenza, dopo la laurea partecipa e supera il concorso per la qualifica di Commissario della Polizia di Stato e si trasferisce a Roma per la frequenza del corso di formazione presso la Scuola Superiore della Polizia. Al termine del corso viene assegnato al Reparto Mobile di Torino poi a quello di Firenze e, successivamente, nel 2008, torna a Senigallia. Nel 2010 viene nominato Dirigente della Sezione Criminalità Organizzata e Catturandi di Ancona, rivestendo anche l’incarico di Vice Capo della Squadra Mobile. In quegli anni è stato insignito della Medaglia d’argento al merito di Servizio e Croce di Bronzo per anzianità di Servizio, l’attestato di Pubblica Benemerenza (medaglia di bronzo) “a testimonianza dell’opera e dell’impegno prestati nello svolgimento di attività connesse ad eventi della Protezione Civile” e l’attesto di “Lungo Impiego nei Servizi di Tutela dell’Ordine Pubblico”. Ma è nel capoluogo dorico che ha coordinato numerose indagini di PG al fianco dei due Dirigenti della Squadra Mobile che si sono negli anni avvicendati, cioè Giorgio Di Munno e Virgilio Russo.

 

E insieme a loro che Carlo Pinto indaga nell’ambito di operazioni delicate, su tutte quella conclusasi con l’arresto del super latitante Filippo De Cristofaro, il killer della skipper pesarese Annarita Curina e tornato in libertà per decorsi termini di custodia cautelare in Portogallo, dove la sezione Catturandi era arrivato a stanarlo. «Da anconetano sento oneri più pregnanti adesso – ha detto Carlo Pinto – Perché conosco l’humus e la microcriminalità della mia città, sono cresciuto nelle strade di Ancona, dove ho imparato tutto quello che non ho imparato in Polizia»

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