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Anas: chiusa l’inchiesta su 40 personee 15 fra società e imprese

Lazio-Maria Sabina Calabretta e Mariarosaria Guglielmi, pm della Procura di Roma hanno chiuso l’inchiesta su Anas nei confronti di 40 persone fisiche e 15 società. E’ stata l’ormai ex responsabile del Coordinamento tecnico amministrativo di Anas Antonella Accroglianò, conosciuta come la Dama Nera, a dare tutti i dettagli riguardo la gestione degli appalti della Società e non solo. I pm, infatti, hanno anche imputato a 40 persone fisiche e 15 fra società e imprese i reati di associazione a delinquere, corruzione, voto di scambio e truffa.  Il reato di corruzione, nello specifico, è stato contestato anche a Oreste De Grossi, Antonino Ferrante, Sergio La Grotteria e Giovanni Parlato, dirigenti e funzionari di Anas, e agli imprenditori Concetto Bosco e Domenico Costanzo, interessati ai lavori di adeguamento strutturale e messa in sicurezza dell’Itinerario Basentano, all’ex sottosegretario alle Infrastrutture Giuseppe Meduri, mediatore degli interessi dell’impresa Tecnis spa e Cogip ottenendo per sè che la Accroglianò si interessasse per far assumere all’Anas due persone a lui riferibili. Sempre il reato di corruzione è stato contestato ad Alberto Brandani, responsabile dell’organismo di vigilanza interno ad Anas dal 2006 al luglio 2015 per indebita promessa e consegna di somme di denaro dall’imprenditore Vito Rossi, con la materiale partecipazione di Giuseppe Colafelice, per i lavori di ammodernamento del tratto fine Variante Toritto-Modugno e Variante di Palo del Colle- SS 96 Barese. Tra le 40 persone alle quali la procura di Roma ha notificato la chiusura delle indagini preliminari c’è anche Alberto Buffone, accusato di voto di scambio, che avrebbe favorito (in concorso con la Dama Nera) l’assunzione presso un ente pubblico o privato di Pasquale Perri in cambio del sostegno elettorale che quest’ultimo avrebbe dato e promesso presso terzi in favore del fratello Galdino Accroglianò, alle elezioni della Giunta Regionale della Calabria, del novembre 2014. Il reato di abuso d’ufficio è invece contestato a Stefano Liani, direttore Centrale Nuove Costruzioni Anas spa dal maggio 2013, per aver procuratore alla Aleandri spa un ingiusto profitto, in violazione delle norme di regolamento, riduceva la penale da ritardo con riferimento ai lavori relativi alla Strada Statale Briantea. Il riciclaggio è stato contestato a Roberto Accroglianò e a Maurizio Cicconetti: il primo, per ostacolare l’accertamento della provenienza di ingenti somme di denaro, ha effettuato 413 operazioni di versamento di denaro contante in favore della sorella Antonella pari a 543mila euro tra il 2004 e il 2015 e ha emesso tra il 2006 e il 2015 34 assegni bancari circolari a favore della sorella per 657mila euro.

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