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Ampliamenti casa del custode all'Eur, in sei a giudizio

Roma – Con 12 proscioglimenti e 6 rinvii a giudizio si è conclusa l'udienza preliminare sui presunti abusi edilizi riguardanti il comprensorio 'Le Terrazze del Presidentè, tra Ostia e l'Eur, dove, secondo l'accusa sono state realizzate in modo irregolare 1.347 unità immobiliari, 38 esercizi commerciali e altri immobili. In particolare il gup Roberto Saulino ha disposto il processo per 6 imputati in relazione ad un episodio minore. Tra i prosciolti figurano anche gli ex componenti dell'Ufficio condono edilizio (l'ex direttore Riccardo Lenzini, l'ex dirigente Marco Imbastaro, il funzionario Alberto Rossi e l'allora capo dell'ufficio tecnico del XIII Municipio Cesare Tabacchiera). I reati contestati dai pm Sergio Colaiocco e Delia Cardia erano abuso d'ufficio, il falso e l'abuso edilizio. Le indagini portarono anche al sequestro, nel dicembre 2008, del complesso edilizio il cui progetto risaliva agli anni Novanta ed era stato realizzato dalla società Eur Servizi Terziari srl. Il sequestro arrivò dopo una sentenza del Consiglio di Stato secondo la quale le «Terrazze del Presidente» erano frutto di una lottizzazione abusiva non preceduta dalla necessaria programmazione urbanistica. Il gup però ha accolto la tesi dei legali degli imputati secondo i quali i condoni erano assolutamente regolari e nessun atto falso era stato presentato agli uffici competenti. I sei rinviati a giudizio (prosciolti anche loro per la vicenda delle «Terrazze») saranno processati il processo il 4 giugno prossimo davanti al tribunale monocratico. In particolare a loro è contestato un abuso edilizio nell'ampliamento di una villetta plurifamiliare, che era in origine la casa del custode. Tra i sei il costruttore Antonio Pulcini e altre cinque persone, gli amministratori delle Terrazze del Presidente, Domenico Gentili, Rodolfo Della Casa e Francesco Magoni, il direttore dei lavori Fabrizio Cantarini e quello del cantiere Maurizio Piras. «Si tratta di un piccolissimo episodio rispetto a quanto contestato dalla procura – ha commentato l'avvocato Tito Lucrezio Milella, difensore del costruttore – per il quale riteniamo sufficiente la presentazione della Dia per chiudere la vicenda processuale».

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