Mercoledì 22 febbraio - Ultimo aggiornamento 21:14 ![]() |
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CRONACA
Nobel per la Pace 2011 alle donne africaneIl Premio Nobel per la Pace 2011, un anno decisamente travagliato sotto l´aspetto sociale e dei diritti umani, è stato assegnato, e la scelta è stata fatta fra una rosa di ben 241 candidati, fra cui figurava anche "Emergency". Protagoniste assolut
Il Premio Nobel per la Pace 2011, un anno decisamente travagliato sotto l´aspetto sociale e dei diritti umani, è stato assegnato, e la scelta è stata fatta fra una rosa di ben 241 candidati, fra cui figurava anche "Emergency". Protagoniste assolute, le donne d´Africa. Il premio è stato assegnato a Ellen Johnson Sirleaf, presidente della Liberia, prima donna capo di stato in Africa; all´avvocatessa, anche lei liberiana, Roberta Leymah Gbowee, e alla attivista per i diritti umani yemenita Tawakkol Karman. Roberta Gbowee, 80 anni, è nota per essere una attiva militante pacifista e simbolo della non-violenza, che ha contribuito sensibilmente alla fine delle guerre intestine in Liberia e in altri Paesi africani. Ha da poco pubblicato la sua biografia, dal titolo "La forza dei nostri poteri: le comunità delle donne, la preghiera, il sesso, hanno cambiato un Paese in guerra". Ellen Johnson Sirleaf, presidente della Liberia dal 2005, la “Signora di ferro” africana è impegnata nella ricostruzione del suo Paese, devastato da 14 anni di guerra civile, che ha causato oltre 250.000 morti. Dall´esilio a Nairobi, in Kenya, nel 1980, dopo il rovesciamento dell’allora presidente William Tolbert, rientra in patria nel 1985, per partecipare alle elezioni del Senato della Liberia, ma quando accusa pubblicamente il regime militare, è condannata a dieci anni di prigione. Viene rilasciata, si sposta a Washington poi torna in Liberia nel 1997 n lavorando per la Banca Mondiale e per la Citibank in Africa. Fra gli altri candidati vi erano Lina Ben Mhenni, meglio nota come "Tunisian Girl", 27enne blogger protagonista della cosidetta "Rivoluzione dei Gelsomini" che ha denunciato in tempo reale la repressione ordinata dall´ex presidente Ben Ali; e la 30enne Israa Abdel Fattah, con il giovane Ahmed Maher, giovani attivisti egiziani che hanno dato vita al "Movimento 6 Aprile", gruppo nato su internet nel 2008 e ispiratore della protesta che ha portato alla grande rivoluzione di Piazza Tahrir al Cairo. Si faceva anche il nome di Wael Ghonim, altro simbolo della rivoluzione on-line, responsabile marketing di Google in Medio Oriente, che è stato due settimane in carcere con l´accusa di essere l´ispiratore delle stesse manifestazioni che hanno portato alla deposizione di Hoshni Mubarak al Cairo. Un´altra donna, la afghana Sima Samar, era fra i più accreditati nomi per l´assegnazione. E´ la donna che si batte per i diritti umani nel Paese islamico, alla guida della Indipendent Human Rights Commission. Fra gli altri candidati, l´attivista cubana Yoani Sanchez, per le cronace sulla vita sociale nell´isola caraibica; Svetlana Gannunshkina, anima della organizzazione non-governativa russa "Grazhdanskoe Sodeistvie" per i diritti umani in Russia; l´ex Cancelliere tedesco Helmuth Kohl, protagonista del crollo dell´unificazione delle due Germanie; il primo ministro dello Zimbabwe Morgan Tsvangirai e anche la Unione Europea. ARTICOLI CORRELATI Carburante di contrabbando dalla Svizzera, 4 denunciatiVarese - Quattro persone sono state denunciate dalla guardia di finanza per aver cercato di contrabbandare carburante proveniente dalla Svizzera.Nel ... |
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