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Studio australiano annuncia il rischio di una nuova pandemia: vendita pollame vivo nel “mirino”

Nel 1918-1919 la spagnola uccise circa 50 milioni di persone, e benché gli anni passino, le varie forme di influenza continuano a terrorizzare le nostre vite, sempre a rischio per potenziali pandemie.
Lo evidenzia una ricerca della School of Public Health dell'University of New South Wales a Sydney, con il riconoscimento di ben 19 diverse forme di influenza comparse negli ultimi cinque anni.
L’epidemiologa Raina MacIntyre si chiede “Perché?”.”Alcune spiegazioni sono fattori come il cambiamento climatico e il suo impatto sui patogeni e fenomeni come l'urbanizzazione, ma nessuno di questi fattori si è intensificato al tasso con cui sono emersi nuovi virus, quindi sono in gioco altri fattori”.
Si alternano periodi in cui ci si convince di essere al sicuro, nessun virus in circolazione e per un po’ l’uomo può godersi una surreale invincibilità, che in realtà non gli appartiene. “Questi virus si reinventano tutto il tempo”, osserva.
Gli uccelli sarebbero i principali portatori di queste patologie, che contano pochi casi letali per il momento.Gli uomini, al contrario, non sarebbero in grado di trasmettersi il virus, ma il loro numero crescente tra gli uccelli accresce la possibilità di un eventuale loro sviluppo, tanto rilevante da renderli trasmissibili anche tra gli umani.
MacIntyre raccomanda di evitare l’acquisto di uccelli vivi in mercati umidi in Asia, per ridurre al minimo il contagio fra uccelli; incrementare il controllo sul commercio di pollame vivo o macellato in ambienti umidi; evitare di entrare in contatto con liquidi corporei di pollame infetto.
Secondo la studiosa per contrastare il rischio di pandemie è necessaria la collaborazione fra paesi, e in particolar modo tra le agenzie.
Le autorità sanitarie dovrebbero considerare questo studio come un campanello d’allarme, e impegnarsi fin da subito nella prevenzione di potenziali pandemie.

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