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Avviso di #accertamento basato solo su presunzioni di reddito: Il #giudice lo annulla

Roma- “Chi non collabora conoscerà il lato oscuro dell'accertamento” l'avvertimento della Rossella Orlando a RAI News è un sobbalzo per chiunque anche per la persona più onesta.
Certamente un Direttore Generale dovrebbe dare buon esempio ai propri subalterni che, con la penna in mano e dall'altra parte della barricata sembra utilizzino algoritmi talvolta incomprensibili per i professionisti, figuriamoci per i contribuenti, che si vedono repacitare accertamenti che con il tempo diventano delle bolle d'aria. Ma nel frattempo parte il braccio operante dell'Agenzia delle Entrate, del lato oscuro del ricatto: Equitalia. Ho paghi , o ti metto all'asta la casa, poi passati i tre gradi di giudizio si vedrà.

Ma nel frattempo, e non è utopia, ti ritrovi in mezzo ad una strada, senza lavoro, senza la possibilità di chiedere un prestito un quanto, avvendoti strappato la dignità, diventi un soggetto non interessante per i gruppi finanziari… .-
Proprio quei gruppi finanziari che camminano a braccetto con questi uffici amministrativi, dove gli algoritmi salgono o scendono.

La sentenza 764 della Commissione Tributaria Regionale di Bari,
sezione staccata di Lecce, è stata l’ennesima a condannare l’Agenzia delle Entrare. Accogliendo la richiesta dell’avvocato Villani, la Commissione ha annullato un avviso di accertamento, emesso nei confronti di una società, con cui si contestava un’indebita detrazione IVA, per un importo pari a €81.335,25.

I giudici di secondo grado hanno confermato la decisione della Corte di primo grado, rilevando come l’avviso di accertamento, recapitato alla società difesa da Villani, fosse stato emesso sulla base di un’informativa delle Fiamme Gialle, relative a un’altra società e senza che vi fossero accertamenti ulteriori a carico della società accusata. Presunzioni, insomma, che hanno invalidato l’avviso: l’Agenzia delle Entrate non può, infatti, avvalersi solo di presunzioni. Da queste può partire un’indagine, ma alla base dell’accertamento devono esservi elementi di prova certi.

Inoltre, come dimostrato dalla stessa società, le operazioni contestate erano state correttamente effettuate. A confermare la versione della società è stata la perizia del Consulente Tecnico d’Ufficio, nominato dai giudici.

Un episodio questo che conferma come la fretta di scovare evasori conduca spesso fuori strada l’Agenzia delle Entrate ed il vero braccio operativo Equitalia,  che esiste e continuerà ad esistere, basta sempre cambiare l'algoritmo in “Algoitalia”.

Per saperne di più contatta la Redazione al 348.7329699

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