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Viterbo, neonata gettata nel cassonetto

VITERBO – Ritrovato un neonato nel cassonetto e parte il processo per l'infermiere Graziano Rappuoli.
L'infermiere di Viterbo dovrà rispondere di fronte alla Corte d'Assisi all'accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere.Sarebbe lui il complice secondo la procura, che avrebbe aiutato la romena di 28 anni Alina Elisabetta Ambrus, in attesa di una bambina, ad aver indotto le contrazioni e il parto somministrandole un farmaco a base di ossitocina.Dopo essere venuta alla luce, la neonata sarebbe stata gettata in un cassonetto ancora viva.
Il processo si svolgerà secondo il rito ordinario.Sulla giovane madre grava invece un condanna con rito abbreviato a 10 anni di reclusione per i medesimi reati.La Ambrus risulta scomparsa e si procederà con un mandato internazionale al fine di rintracciarla.
Nella giornata di ieri l'infermiere viterbese ha subito la prima udienza di ammissione prove.L'opposizione dei suoi legali rimane ferma ma rimane immutato e forte anche l'apparato accusatorio del pubblico ministero, che trae forza in particolare dalla certezza che la bambina al momento della nascita respirasse ancora.Si tratterebbe di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dalla premeditazione, motivazione alla base dell'ergastolo richiesto per la Ambrus, condanna poi drasticamente ridotta.
I primi 6 testimoni dell'accusa verranno ascoltati il prossimo 28 aprile.

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