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CRONACA
data articolo10 gennaio 2017

Vitamina D a dosi massicce potrebbe diventare mortale- Farmaco sotto accusa dopo morte di un neonato

Vitamina D a dosi massicce potrebbe diventare mortale- Farmaco sotto accusa dopo morte di un neonato
Vitamina D a dosi massicce potrebbe diventare mortale- Farmaco sotto accusa dopo morte di un neonato

Parigi -Un neonato, in vita da soli 10 giorni, è morto per arresto cardio-respiratorio, si pensa che la causa del decesso sia dovuta a una dose elevate di vitimina D presa nelle due ore precedenti.
A comunicarlo è stata l’Ansm, organo di vigilanza francese sulla sicurezza dei medicinali.
L'episodio è avvenuto lo scorso 21 dicembre, all'ospedale Cochin di Parigi.
Le autorità sanitarie francesi hanno precisato che il farmaco sotto accusa si chiama Uvestérol D ed è prodotto dai laboratori Crinex.
L’Ansm ha riferito che “sono in corso indagini per determinare le cause esatte della morte e se è probabile che sia attribuita al Uvestérol D”.
Dopo il decesso del bambino alcuni esperti farmaceutici hanno chiesto la sospensione del farmaco.
Il farmaco è in commercio dal 1990 ed è ampiamente prescritto dai peditri In Francia, ma già in passato era stato segnalato per sospetti effetti collaterali come il perciolo di soffocamento.
E' al centro di una dura polemica dal 2010 a causa della sua somministrazione che avviene attraverso una pipetta.
La stessa Asnm aveva messo in guardia sulla somministrazione a bambini al di sotto di cinque anni. Inoltre, l’agenzia aveva segnalato malesseri e problemi respiratori e polmonari soprattutto nei neonati prematuri e nei bambini di un mese di vita e aveva chiesto ai laboratori Crinex “misure di minimizzazione del rischio”.
Secondo la rivista medica indipendente “Prescrire” si è perso anche troppo tempo e che non c’era bisogno di arrivare ad un decesso per intervenire.
In diverse occasioni la stessa rivista aveva lanciato l’allarme sui rischi legati alla modalità di somministrazione del farmaco tramite una pipetta di dosaggio.
In un articolo del 2014 si sosteneva che la Crinex e la stessa Ansm avevano sottovalutato il problema.

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