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Cassino – Domenica di sangue in carcere, detenuto rischia il linciaggio, ferito agente

Cassino – Domenica di violenza nel carcere di Cassino, dove un detenuto straniero scoperto dagli altri ristretti a rubare nelle celle ha rischiato il linciaggio dai compagni di detenzione. Maurizio Somma, segretario nazionale SAPPE per il Lazio, spiega: “Ieri pomeriggio, al secondo piano della II^ Sezione detentiva della Casa circondariale di Cassino, alcuni detenuti hanno scoperto un altro ristretto, di nazionalità straniera, che entrava nelle altre celle con il chiaro intento di appropriarsi indebitamente di oggetti altrui. Scoperto, è stato accerchiato ed avrebbe rischiato il linciaggio se non fosse stato presente sul piano per il giro di controllo un poliziotto penitenziario, che è poi rimasto ferito perché colpito ad una gamba da un colpo inferto con uno sgabello. Al collega ferito va la nostra solidarietà e vicinanza, oltre alla gratitudine per avere impedito che la situazione tesissima tra i detenuti non degenerasse ulteriormente”. Il SAPPE ricorda che alla data del 31 ottobre scorso erano detenute a Cassino circa 300 persone rispetto ai 200 posti letto regolamentari; erano, invece, 54.912 i detenuti complessivamente presenti sul territorio nazionale: oltre 18.570 i ristretti stranieri. Il Segretario Generale del SAPPE denuncia anche il ciclico ripetersi di eventi critici in carcere che vede coinvolti detenuti stranieri, come avvenuto a Cassino. “'E' sintomatico”, spiega il leader nazionale dei Baschi Azzurri, “che negli ultimi dieci anni ci sia stata un'impennata dei detenuti stranieri nelle carceri italiane, che da una percentuale media del 15% negli anni '90 sono passati oggi ad essere oltre 18mila e 570. Fare scontare agli immigrati condannati da un tribunale italiano con una sentenza irrevocabile la pena nelle carceri dei Paesi d'origine può anche essere un forte deterrente nei confronti degli stranieri che delinquono in Italia'. Il dato oggettivo è però un altro: le espulsioni di detenuti stranieri dall’Italia sono state fino ad oggi assai contenute, oserei dire impercettibili. E credo si debba iniziare a ragionare di riaprire le carceri dismesse, come l’Asinara e Pianosa, dove contenere quei ristretti che si rendono protagonisti di gravi eventi critici durante la detenzione”.

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