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Approvato il Regolamento per assegnare gli alloggi di edilizia residenziale pubblica

Il Consiglio Comunale ha approvato (26 voti favorevoli su 32) il regolamento per l'assegnazione e la gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica ubicati a Genova. E' la prima volta che il Comune di Genova si dota di un regolamento di questo tipo. Obiettivo: dotarsi di nuovi strumenti per dare risposte efficaci ad una sempre più allarmante situazione di disagio abitativo che coinvolge una fascia di persone in costante aumento raggiungendo anche la finalità di aumentare il patrimonio abitativo comunale destinato alla locazione.
Prima novità. Grazie a questo regolamento si crea una vera e propria finestra per entrare in graduatoria tra un bando e l'altro. Prima l'elenco dei potenziali assegnatari rimaneva bloccato, ora è possibile fare domanda di aggiornamento se si è già in graduatoria o manifestare interesse ad entrarci quando le condizioni economiche e familiari subiscono un peggioramento.
Seconda novità. E' prevista in modo sistematica la coabitazione tra persone che, pur non appartenendo allo stesso nucleo familiare, hanno disagi simili.
” In questo modo – spiega Cristina Lodi, consigliere comunale Pd – aumentiamo le opportunità di assegnare la casa a persone in difficoltà e contemporaneamente riduciamo i casi di morosità. Dando seguito a progetti di coabitazione che possono essere seguito dai Servizi territoriali socio sanitari o da associazioni sul territorio”.
Terza novità. Tra le modalità di assegnazione c'è anche quella che prevede il caso di un alloggio che necessità di spese di ristrutturazione.
” La spesa non dovrà essere superiore ai 5.000 euro – sottolinea Cristina Lodi – e come Gruppo PD abbiamo presentato un Ordine del Giorno che impegna la giunta a definire con la Fondazione Anti Usura o con Filse un accordo per garantire finanziamenti a costi ridotti per coloro che vogliono utilizzare questa formula”.
Quarta novità: nelle situazioni di emergenza abitativa spazio per le assegnazioni alle donne vittime di violenza o vittime della tratta in quanto identificabili tra quei casi derivanti da situazioni di pericolo, da eventi imprevedibili ed urgenti in esecuzione di provvedimento adottati dalle competenti autorità
Con questo Regolamento si conclude un lavoro lungo due anni e mezzo.
” Un periodo durante il quale abbiamo coinvolto come Gruppo Pd tutti i soggetti sul territorio – conclude Cristina Lodi -. Ci siamo confrontati con i Municipi, i sindacati di categoria, il coordinamento dei quartieri collinari. Oggi abbiamo approvato un Regolamento che ha un testo realmente partecipato e condiviso”.

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