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Periti all'esame di nuovi reperti ossei

Il caso di Emanuela Orlandi torna ancora alla cronaca e nuovi misteri si aggiungono al mistero. Secondo indiscrezioni, saranno necessari ancora almeno due mesi di tempo per avere i risultati degli esami biochimici che gli esperti del Labanoff di Milano stanno eseguendo sulle ossa rinvenute all'interno della cripta della basilica di Sant'Apollinare. Le stesse indiscrezioni secondo le quali la richiesta di propoga del termine delle indagini scientifiche, delle quali è responsabile la patologa Cristina Cattaneo, sarebbe necessaria per avere la certezza assoluta sui frammenti trovati all'interno della cassa che conservava le ossa di Enrico De Pedis, detto “Renatino”, il capo della famigerata Banda della Magliana.
Un altro aspetto riguarda poi il motivo per cui il medico legale ha convocato gli ingegneri che effettuarono i lavori di ristrutturazione nella basilica, fra il 2004 e il 2005, dal momento che pare che lo stesso gruppo di tecnici si era occupato di ristrutturare un altro stabile appartenente alla Fondazione della Pontificia Università della Santa Croce, proprietaria anche di Sant’Apollinare.
Dai resoconti dei tecnici, sembra che siano state trovate circa 200 casse, all'interno delle quali pare vi siano numerosi resti. Il medico legale ritiene necessario analizzare tali reperti, per giungere ad una precisa datazione e a tale scopo ha inoltrato una nuova richiesta di sopralluogo al procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e al sostituto Simona Maisto, che stanno indagando sul sequestro e sulla scomparsa di Emanuela Orlandi. Se la procura dovesse decidere di concedere l’autorizzazione, la Polizia Scientifica dovrà eseguire uno scavo nel palazzo di via dei Farnesi.
I magistrati Maisto e Capaldo sono oltremodo decisi a proseguire le indagini e proprio in questi giorni stanno eseguendo nuovi interrogatori di persone vicine a Emanuela Olandi, gente che ha riferito di aver visto la ragazza nelle ore precedenti al sequestro, il 22 giugno 1983. Uno dei resoconti è interessante per gli inquirenti, riferito da un ragazzo, amico di Emanuela, fra gli ultimi ad averla incontrata.
Pietro Orlandi, fratello della giovane scomparsa, che da anni si batte senza tregua per avere giustizia e verità, ha lanciato un nuovo appello al pontefice affinché ricordasse con una preghiera, durante l'Angelus, la sorella. Domenica scorsa Pietro Orlandi era presente in Piazza San Pietro, insieme ad altre persone, ed ha esposto alcuni cartelli bianchi che componevano il nome “Emanuela”. Ha poi mostrato un altro cartellone con la foto della ragazza con su scritto: “Marcia verità e giustizia per Emanuela Orlandi”.
Altre audizioni in Procura sarebbero programmate la prossima settimana. Intanto prosegue il lavoro degli investigatori anche su monsignor Pietro Vergari, ex rettore di Sant'Apollinare che è stato accusato di concorso nel sequestro della giovane Emanuela. Gli altri indagati sono Sergio Virtù, autista di De Pedis, Angelo Cassani, detto “Ciletto”, e Gianfranco Cerboni, detto “Gigetto”, stretti collaboratori del boss della Magliana. Sempre indagata è anche Sabrina Minardi, già amante di “Renatino”, unica supertestimone di questa vicenda. La Procura ha raccolto anche le dichiarazioni della vedova Carla Di Giovanni, di monsignor Vergari e dell’attuale rettore don Petro Huidobro.