Mercoledì 29 marzo - Ultimo aggiornamento 14:36

Concordia - La Regione Toscana chiede rispetto dei tempi del recupero

Concordia - La Regione Toscana chiede rispetto dei tempi del recupero
Concordia - La Regione Toscana chiede rispetto dei tempi del recupero
Novità sul fronte della complicata vicenda del recupero della Costa Concordia. Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, chiede al governo un decreto di garanzia sul rispetto dei tempi stabiliti nell'operazione di recupero del relitto della Costa Concordia e per l'adeguamento del porto di Piombino in quanto scalo più vicino per la demolizione. Una richiesta ufficiale rivolta al ministero dell'Ambiente, al prefetto della Protezione Civile Franco Gabrielli e al sottosegretario all'Industria De Vincenzi.
Enrico Rossi ha espresso viva preoccupazione per i continui ritardi che si accumulano giogno dopo giorno sui tempi delle operazioni di rimozione. Nei fatti, la Costa Crociere ha presentato un piano che prevede il termine delle operazioni per la fine di ottobre del 2013, ma è lo stesso presidente della Regione Toscana a non credere a tale dato e ha quindi inoltrato alla società di navigazione una ulteriore richiesta di precisazione in merito, con l'impegno del rispetto dei tempi stabiliti.
Per quanto riguarda la questione demolizione, Enrico Rossi ha fatto presente il pericolo del trasporto del relitto, ancora estremamente pericoloso perché saturo di sostanze a rischio di sversamento e comunque considerato a tutti gli effetti un rifiuto pericoloso. In questo senso, allo scopo di evitare rischi nel trasportare il relitto in giro per il Mediterraneo, o magari verso uno scalo anche al di fuori del territorio italiano, con relativo rischio ambientale, sarebbe consigliabile adeguare lo scalo marittimo più vicino per operare lo smantellamento del relitto, che è il porto di Piombino, il quale però deve subire una necessaria opera di adeguamento per soddisfare un tale tipo di lavoro.
Enrico Rossi ha poi manifestato viva preoccupazione anche in merito ad operazioni complesse che possono mettere a rischio l'ambiente e l'ecosistema dell'Isola del Giglio e ha aggiunto: "C’è bisogno che il Governo si assuma la responsabilità di predisposizione in tempi rapidi di un decreto-legge per risolvere in via definitiva la questione".
Nella vicenda si aggiungono poi motivazioni di tipo industriale, oltre che di tipo ambientale, le prime legate inevitabilmente alla presenza della Lucchini. Anche per l’industria siderurgica l’adeguamento del porto rappresenta un vantaggio competitivo di interesse certamente non trascurabile per il futuro dello stabilimento di Piombino.
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