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La pagella del signoraggio

In questa campagna elettorale infuocata anche dai recenti scandali bancari, sta prendendo piede, tra siti e rubriche televisive, la pratica, sicuramente utile ai cittadini, di dover raffrontare la veridicità delle dichiarazioni dei politici.
In particolare un noto sito di cd. 'fact checking' affrontando la tematica della sovranità monetaria e del signoraggio (BCE e Banca d'Italia in mano a banche private che ne dividerebbero l'utile invece di distribuirlo allo Stato), lo liquida, 'tout-court' come una poco edificante 'panzana'. I punti che portano a questa affrettata conclusione sono presto detti:
1) la BCE distribuisce il cd. Signoraggio alle Banca d'Italia, ma questi lo versa allo Stato come imposta; le banche private, poi, azioniste della Banca d'Italia s.p.a. di diritto pubblico, non hanno in verità alcun potere al suo interno, e inoltre non percepiscono alcun compenso;
2) la BCE in verità emette moneta solamente per acquistare titoli di stato già posseduti da altri Istituti e già sul mercato, cd. secondario, e come tale non aumenta il debito di ogni Stato.
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Orbene, a chi scrive preme dover dare in primo luogo delle doverose precisazioni, ed in ultimo delle rassicurazioni.
1) Vero è che la sovranità Monetaria, attualmente della Banca Centrale Europea, e non degli Stati Europei, distribuisce gli utili derivanti dal 'signoraggio' – differenza tra costo carta e stampa e valore nominale – alle Banche Centrali a loro volta, ahimè, partecipate dalle Banche private come la nostra Banca d'Italia.
Ciò che sfugge è che il fenomeno della distribuzione del signoraggio alle azionisti-Banche, non emerge, a causa della iscrizione di queste poste nel Bilancio; il 'circolante', infatti, cioè la moneta ricevuta dalla BCE, viene iscritta come voce di passivo: come debito cioè da restituire a questo Istituto.
Con buona pace del falso in bilancio e in scritture private e dell'evasione fiscale.
Ciò che vengono tassati, come per tutte le società di capitali, sono invece gli utili percepiti dai prestiti concessi dalla Banca d'Italia alle Banche, il cd. Signoraggio secondario; ma questi producono, in proporzione, un reddito alquanto relativo, modesto, su cui vengono pagate le imposte.
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Inoltre, è vero che la Banca d'Italia è una S.p.a. di diritto pubblico; come è altrettanto vero, ma meno noto, che le Banche private ne sono gli azionisti dal 1992.
La questione tuttavia, è squisitamente politica. Perchè, ben prima che delle Banche private (che peraltro, visto che la buona fede si presume sempre, se proprio “non hanno alcun potere all'interno della Banca d'Italia”, potrebbero sicuramente creare un clima politico adatto all'auspicato cambiamento), il compito così ingrato di dover intervenire per poter sanare questa stortura, è un lavoro che spetta per forza di cose ed in primo luogo alla Politica e alle Istituzioni.
Ed era infatti alla politica e al nuovo Governo, che veniva rivolto l'appello accorato apparso in questa rubrica il 21 gennaio scorso, che auspichi un cambiamento radicale del sistema.
2) E' vero che la Banca Centrale Europea emette moneta per acquistare, titoli di debito pubblico già emesso dagli Stati ed in possesso di Istituti bancari privati (a parziale salvataggio delle differenze di rendimento degli interessi (spread)): ciò che viene sottaciuto però è che la moneta nuova utilizzata per questa operazione è una piccola parte, visto che il resto della moneta stampata, è destinata, a seconda delle percentuali, alle Banca Centrali di ogni Stato facente parte dell'Eurozona, e quindi alle banche private-azioniste.
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Si vorrà poi rassicurare le pagelle mediatiche del giudizio 'tranchant': non solo non esiste alcun complotto, ma neanche complottisti o presunti tali.
La verità, è che dalla fine degli anni '90 e dal 2000 in poi, la maggior parte dei governi del Mondo occidentale, dopo la caduta del muro, il disfacimento dell'Unione sovietica e l'ascesa degli U.S.A. a guardiani del globo, hanno pensato di potersi allegramente 'sbronzare' con un eccesso di liberismo e privatizzazione senza dover porvi un freno. Si è creata così una pericolosa infiltrazione di capitali, di interessi e di lobby private, nei meccanismi pubblici degli Stati. Ora, nel 2013, appare del tutto chiara la strada che si è percorsa; ne è testimone, quale ulteriore esempio e l'ultimo in senso temporale, il ripensamento (forse già pensato da tempo) del Presidente Barack Obama e di parte della destra Americana, sulla necessità di dover tornare a separare le Banche commerciali da quelle finanziarie, commistione che troppi danni ha portato alle nostre economie.
Per inciso una Banca che svolge semplicemente la raccolta e l'impiego del capitale nell’ambito delle attività economico e famigliare, garantirebbe di sicuro e una volta per tutte, i cittadini investitori, contro i 'flop' derivanti dal mercato dei titoli.
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Si rassicurerà ancora: il signoraggio, non è certo un 'tema' da internet, come una di quelle leggende che nascono, prosperano, e poi, un giorno muoiono nella rete.
La rete è stato solamente un veicolo per poter diffondere la conoscenza del tema (a volte, forse, attraverso modi discutibili); ma è un tema denunciato, spiegato, sviscerato ormai da diversi anni, da eminenti professori, primo fra tutti dal compianto Prof. Giacinto Auriti, titolari di cattedre prestigiose in diverse Università Italiane, ma anche da professionisti che lavorano, seriamente e da anni al fianco degli utenti bancari e dei semplici cittadini vessati giornalmente; oltre che, evidentemente, dai politici di turno che, per interesse politico, si avvicinano al problema.
Su quest'ultimo punto infatti parla più di mille parole, un fatto incontrovertibile: le proposte di legge sulla riappropriazione della sovranità monetaria, depositate e discusse in Parlamento, da un torno di tempo che va dal 1999 al 2011, sono state presentate da ogni parte politica, a palmare testimonianza che questo tema, non ha COLORE.
Ben venga quindi il doverne discutere e parlare, perchè, lo si ribadisce ancora, ci si auspica il suo inserimento nell'agenda del prossimo Governo.
E lo si ripete: tutto ciò senza necessariamente, dover uscire dall'Euro.
Se non altro, con una Banca Nazionale di proprietà dello Stato, e quindi non più partecipata da Istituti privati, si eviterebbero agli Italiani, le stucchevoli polemiche mediatiche, all'indomani di scandali bancari, sul lavoro della Banca controllore, quale dovrebbe essere la Banca d'Italia, rispetto all'operato delle Banche private, sue controllate per legge.

Avv. Emanuele Petracca, consulente giuridico dell'Adiuban-snarp (Associazione difesa utenti bancari) nonché socio fondatore del Forum Antiusura Bancaria: ha lo studio in Latina, Via Piave 2/c – emanuele_petracca@hotmail.com