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Costa Concordia – I segreti del progetto Micoperi svelati agli studenti

La Costa Concordia è una nave lunga 290 metri, in pratica tre campi di calcio, ed è alta come un palazzo di 15 piani, ovvero circa 55 metri. Il peso è stimato intorno alle 45mila tonnellate. Per la sua rimozione il progetto della società Nuova Micoperi Ravennate è stato messo a punto dall'ingegner Giovanni Ceccarelli, il quale sembra non avere dubbi  sulle applicazioni di matematica e fisica che, come lui stesso riferisce, si imparano nei primi due anni di scuola superiore.
L'ingegner Ceccarelli ha esporto il progetto di fronte a circa 200 studenti del Liceo Scientifico “Oriani” di Ravenna ed ha svelato i segreti del piano, su invito del dirigente scolastico Gianluca Dradi. Si è trattato in pratica di una lezione “un po' diversa dal solito” per vedere come i concetto teorici che i ragazzi stanno studiando possono avere una applicazione pressoché quotidiana.
Una lezione durata circa due ore, con proiezioni di foto, immagini, disegni, e con l'ingegner Ceccarelli che ha esposto quanto è in corso di svolgimento da parte del consorzio fra la americana Titan e la ravennate Nuova Micoperi, che si sarebbe “aggiudicato” l'appalto dei lavori per il recupero del relitto che è stato calcolato con un costo di circa 400 milioni di euro, per altro già ampiamente superati. Le previsioni di fine lavori sono state fissate per la fine di giugno del 2013, ma le critiche a tutto questo non sono poche. Ceccarelli tuttavia è determinato nel dichiarare: “Se non ci saranno intoppi per i maltempo, entro il termine previsto la nave dovrebbe tonare a galleggiare e a quel punto il nostro compito sarà completato e la Concordia verrà rimorchiata inqualche cantiere per essere smantellata”.
Il relitto intanto giace con una inclinazione di 65° su fianco destro, appoggiata su due spuntoni di roccia ad una profondità di circa 30 metri, e in bilico su un fondale che arriva, in quel punto, a 150 metri.
Tutto arebbe stato elaborato al quartier generale della Nuova Micoperi, in via Trieste a Ravenna, nel febbraio 2012, in un incontro fra gli ingegneri americani della Titan e i tecnici locali, fra cui appunto Giovanni Ceccarelli, il quale riferisce in proposito: “Ognuno proponeva la sua idea, e gli altri cercavano di demolirla punto per punto, per aarrivare ad averne una capace di essere davvero realizzata. Alla fine è rimasta solo la mia“. In sostanza, una serie di cavi verranno agganciati al relitto e, con l'ausilio di una gru lo scafo verrà fatto ruotare per raddrizzarlo sfruttando l'appoggio del fondale. Una volta in equilibrio, a garantire il galleggiamento, nonostante le falle, ci penseranno trent cassoni speciali, grandi quanto un condominio, installati sulle fiancate. Sul fondale, per evitare che la nave sprofondi, verrà posta una piattaforma di appoggio, realizzata in parte dai Cantieri Rosetti Marino, a Marina di Ravenna.
Intanto, all'isola del Giglio stannolavorando circa 500 operai, che arrrivano a 2.000 comprendendo l'indotto, un un cantiere che viene definito “attivo 24 ore su 24”.
Un procedimento unico al mondo per una nave di dimensioni decisamente ragguardevoli, che non è mai stato tentato prima d'ora e soprattutto mai in condizioni come quelle attuali, specialmente sotto il profilo ambientale. Da ricordare che fra le molte idee, in linea teorica, era stata proposta anche la demolizione sul posto e addirittura con l'utilizzo di esplosivo, opure la rimozione in pezzi, come riferisce lo stesso Ceccarelli.

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