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TEATRO
data articolo12 gennaio 2013

Ti ricordi di me? (voto 8)

Ti ricordi di me? (voto 8)
Ti ricordi di me? (voto 8)

Beatrice è narcolettica e, quando si addormenta improvvisamente, al risveglio non ricorda nulla. Roberto è un cleptomane compulsivo che ruba in supermercati e negozi cose di cui neppure a bisogno. S’incontrano nel portone del palazzo in cui abita la psichiatra di cui sono pazienti ed è l’inizio di una tormentata storia d’amore coronata dalla nascita di un bimbo. Alcuni anni dopo sembra che tutto sia stato risolto: i colpi di sonno improvvisi si sono diventati meno frequenti, quasi a far sperare che siano scomparsi, i furti quasi azzerati mentre la vita di coppia scorre tranquilla sorretta dal successo che ha arriso al padre come inventore di fiabe in bilico fra il fantastico e l’horror. Lei incontra casualmente in metropolitana un ex – amante e ripiomba nel sonno e nell’oblio, lo sposa – dimenticando che ha già un marito e un figlio - e si trasferisce in Svizzera. Roberto non si da pace, la cerca per ogni dove e quando scopre dove è andata parte con il figlioletto, sicuro che riuscirà a far rivivere la loro storia. Ti ricordi di me? di Massimiliano Bruno racconta una bella storia d’amore che Ambra Angiolini e Edoardo Leo fanno vivere con leggerezza intingendola nel giusto bagno di malinconia e ironia. È loro complice Sergio Zecca che guida una regia minimalista – l’umico arredo scenico è costituito da una serie di sgabelli – che lascia grande spazio agli attori consentendo loro di esprimere al meglio sentimenti e stati d’animo. E’ uno spettacolo di ottimo livello, dosato in modo da commuovere e far sorridere, preoccupare e dischiudere rosei orizzonti. E' davvero una proposta da accogliere con piacere.

(umberto@uerre.it)

Umberto Rossi
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