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EDITORIALE - Il ministro Gelmini e la demolizione della scuola pubblicaNon si placano le proteste alla riforma dell´istruzione voluta dal ministro Mariastella Gelmini. E´ di ieri l´ultima notizia, che è conseguenza della confusione in cui la stessa Gelmini ha gettato il delicatissimo settore dell´Istruzione: al liceo
Non si placano le proteste alla riforma dell´istruzione voluta dal ministro Mariastella Gelmini. E´ di ieri l´ultima notizia, che è conseguenza della confusione in cui la stessa Gelmini ha gettato il delicatissimo settore dell´Istruzione: al liceo classico Giuseppe Garibaldi di Napoli la preside, Laura Colantonio, ha emesso i provvedimenti disciplinari nei confronti degli studenti che l´autunno scorso, fase concitata della protesta su scala nazionale, hanno manifestato il proprio dissenso. Il risultato, 5 come voto in condotta sulla scheda della valutazione, cinque giorni di sospensione, sospensione in classe (ovvero obbligo di presenza alle lezioni, ma segnati assenti sui registri). Tale decisione riguarda 170 studenti, su 700, molti dei quali all´ultimo anno di corso, che adesso rischiano di vedere compromesso l´esito dell´ultima e più importante fase dell´anno scolastico. Alla base di tutto ci sarebbero una serie di danneggiamenti che risulterebbero evidenti da alcune istantanee scattate dalla polizia. Il ministro Gelmini quindi può essere considerata responsabile di aver dato inizio ad vero e proprio duello, un braccio di ferro fra studenti, insegnanti, famiglie e istituzioni, che nessuno sa dove andrà a parare. I blogs studenteschi definiscono i provvedimenti della preside Colantonio assolutamente illegali. Molti affermano che, secondo quanto prescrivono le norme in vigore, il 5 in condotta è un giudizio che deve essere assunto in base a dei provati precedenti, fra cui almeno 15 giorni di sospensione, diversi rapporti disciplinari, e altre mancanze. Critiche anche da parte di altri insegnanti dello stesso livello, di molte scuole d´Italia. Alcuni docenti definiscono il provvedimento ridicolo perché privo di ogni forma o principio giuridico, oltre alla bizzarra trovata dell´obbligo di presenza ma senza essere segnati presenti sui registri. Inoltre, la sospensione con obbligo di presenza non è prevista dai regolamenti scolastici. Insomma, un disastro. Ma non è tutto, anzi, siamo appena all´inizio. Se da una parte la Gelmini sostiene che la scuola pubblica reggerà alla nuova legge, in evidente contrasto con tale dichiarazione c´è l´ultima grande protesta (di un lungo elenco) della Associazione Dirigenti Scolastici, che si sono rivolti direttamente al presidente della Repubblica. Sono gli stessi docenti a lanciare l´allarme: a causa dei tagli decisi dal ministro Gelmini, il prossimo settembre oltre tremila istituti scolastici non avranno dirigenti, e un terzo di questi avranno in sostituzione un dirigente che è già occupato a gestire altri istituti. In tre anni sono stati tagliate 87.400 cattedre perché giudicate inutili, con il conseguente licenziamento di diverse migliaia di insegnanti precari, molti dei quali erano sul punto di vedere regolarizzata la propria posizione. Sono le famiglie a sostenere in gran parte le spese che le scuole devono affrontare, con donazioni o versamenti, quando non con generi di prima necessità come acqua, materiale di cancelleria, carta igienica, sapone, detersivi. Tutte forniture alle quali dovrebbe provvedere il ministero tramite in singoli provveditorati, e invece vengono richiesti necessariamente alle famiglie con un bollettino "volontario" che può arrivare fino a 200 euro, oltre a tutti gli esorbitanti costi già sostenuti fra iscrizione, acquisto di libri, e tutto quanto necessario per mettere lo studente nelle condizioni di studiare. Per non parlare della manutenzione edilizia: molte scuole cadono letteralmente a pezzi, e almeno il 30% delle 40mila scuole d´Italia hanno estrema urgenza di interventi di sicurezza. E ancora: pensionamento richiesto da oltre 27mila insegnanti, dato che corrisponde ad oltre il 14% in più dello scorso anno, a causa delle drammatiche condizioni in cui versa il mondo della scuola (pubblica) in Italia. Oltre 25mila professori sono rimasti a casa e sono senza alcun incarico, effetto questo, dei tagli di oltre 87mila cattedre, semplicemente giudicate "inutili". Crescono le adesioni alle manifestazioni pubbliche. In programma quella di sabato 12 marzo a Roma Il Partito Democratico e Italia dei Valori accusano senza mezzi termini il ministro dell´Istruzione di voler attentare alla Scuola Pubblica con un progetto di demolizione. Insomma, un deliberato piano di distruzione. Mentre gli istituti privati parificati ottengono i finanziamenti richiesti e dall´altra parte assistiamo alla bocciatura da parte della Corte Costituzionale (meno male...) del provvedimento che negava il sostegno all´organico degli insegnanti di sostegno per gli studenti disabili. Una cosa del genere si era vista l´ultima volta durante la presa del potere del partito nazionalsocialista nella Germania degli anni Trenta del secolo scorso, quando i disabili erano messi all´indice come indesiderabili. Fortunatamente, a parte il provvedimento della Corte Costituzionale, molte famiglie hanno fatto ricorso a TAR, ottenendo la riassunzione di almeno 4.000 insegnanti di sostegno. Intanto, il ministro Gelmini ha ufficialmente presentato il libro di favole dedicato alla figlia, per altro nemmeno scritto da lei... E´ il caso di dirlo, un ministro che sembra vivere davvero nel mondo delle favole, dove tutto termina con un lieto fine... ma la realtà è diversa. ARTICOLI CORRELATI EDITORIALE - BIN LADEN: LA NOIA DI ESSERE PRESI PER IL SEDERE DA UNA CERTA AMERICACentral Intelligence Agency, ovvero: la fabbrica della truffa, il regno della bufala, l´arte della presa in giro. Da quando è nata sulle ceneri ... |
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