La Corte Internazionale dell'Aja ha dato ragione alla Germania e torto all'Italia, in merito al ricorso tedesco per ottenere il blocco dei risarcimenti e delle indennità alle vittime dei crimini di guerra perpetrati dai nazisti durante l'occupazione dal 1943 al '45.
La decisione della Corte dell'Aja dice che l'Italia ha mancato di riconoscere l'immunità sancita dal diritto internazionale dovuta alla Germania per i reati commessi dal Terzo Reich. Una sentenza-fiume, la cui lettura è durata per oltre un'ora e mezza. Il ricorso presentato da Berlino è stato accolto in tutte lel sue parti, e formalmente ha ammesso la responsabilità del sistema giudiziario italiano nel venire meno agli obblighi dell'immunità riconosciuta ad uno stato autonomo e sovrano.
Una vertenza che si conclude dopo che già la Corte di Cassazione aveva condannato, nel 2008, lo Stato tedesco al risaarcimento delle famiglie riconosciute vittime di guerra, respingendo all'epoca il ricorso tedesco contro la sentenza della Corte d'Appello del Tribunale Militare che aveva sentenziato l'obbligo di pagamento, da parte di Berlino per i danni alle parti civili nei processi per le stragi di Civitella, Cornia e San Pancrazio, dove morirono oltre 200 persone, in gran parte donne e bambini. Un precedente storico che decretava il diritto di risarcimento per le vittime delle stragi naziste, nell'ambito di un procedimento penale.
Nessun Paese al mondo, prima dell'Italia, aveva intentato cause di risarcimento alla Germania, secondo l'immunità giurisdizionale.